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cronache

                                   NOTIFICA D’AVVENUTO TRAPASSO

la FONDAZIONE FERRETTI, ultimo atto della messa in scena di un arcaico legame tra uomini cavalli e montagne NON ESISTE PIÙ. Esaurita ogni funzione materiale, impossibilitata nell’immateriale, ha SANCITO CON ATTO NOTARILE il proprio trapasso, Reggio Emilia 21 dicembre 2018

Tutto era cominciato nell’estate del 2010.
…. nel conversare il delinearsi di una visione, la quotidianità come disciplina ….
Nell’autunno 2011 ero sceso a Collagna, il cuore in tumulto tra timori e speranze, l’ardore negli occhi per l’impresa che s’andava delineando. C’erano volontà e capacità, determinazione nell’affrontare gli ostacoli, anche la consapevolezza di difficoltà inimmaginabili a priori.
– fosse un destino? – Meglio verificarlo.
Il breve percorso a cavallo, sull’antico tracciato attorno cui è sedimentato il mondo tra queste montagne, ha segnato l’accesso ad un travolgente procedere tra storia e geografia, nel tempo e nello spazio. La Corte transumante di Nasseta, SAGA, Comano, il teatro barbarico.

Nell’autunno 2017 di ciò che siamo stati, o abbiamo immaginato di essere, non c’è più traccia. Nella primavera 2018 ognuno è a sé e ci si allontana di fretta.
Così come ero arrivato, con Tre e l’Una, ho ripreso la via di casa.
Tutto ciò con cui e a cui ho contribuito in questi anni è rimasto lì, alle mie spalle. Porto con me solo l’icona di Sant’Antonio il Grande, a testimonianza, monito, consolazione. Arrivata dal monastero ortodosso di Decani, dono inatteso e benedetto, ha compattato e rigenerato le ultime energie a difesa e salvaguardia di una quotidianità sempre più sbandata.
Ha segnato una direzione. Ora tutto è finito ma ringrazio per questo tempo, non rimpiango nulla, non vorrei essere che qui. Qui sono.

Nell’estate 2017 una piccola esposizione allineava, nella vecchia stalla di Cerreto, immagini, video, oggetti e manufatti del quotidiano operare della Fondazione. Come un esame di coscienza in forma pubblica: FONDAZIONE/FONDAMENTA. Forse un senso premonitore.
La Fondazione Ferretti è morta, nel silenzio è stato elaborato il lutto, prima la perdita poi la mancanza, le FONDAMENTA restano, intoccate, inamovibili. Fortificate.

Lascito inalienabile di questi anni è un piccolo avvenimento a margine che abbiamo chiamato PERDONANZA e ha coinvolto le comunità di Cerreto Alpi e Sassalbo. Il circolo, i briganti, gli scaminati.
Il 29 settembre del 2017, festività di San Michele Arcangelo patrono di Sassalbo, in cammino di buon’ora sulla via dei Toschi – via dei Lombardi nell’altro senso di marcia – è ricomparso, erano secoli che non se ne vedevano, un monaco ortodosso. Otac Benedikt portava con sé una venerabile icona. Né la prima né l’ultima di questa storia

ed è arrivato il gelo, splendido di trasparenze eterne, salubre e risanante. Inverno, 16/17/18/19 gennaio 2019

Come comprendere l’arte, la cultura europea, il suo rigoglioso fiorire e il suo declino – ma nell’avvizzire intense fiammate dalle avanguardie – tralasciando o dimenticando le forme dell’icona? Lo scrivere/pregando dell’ortodossia.
L’icona è una soglia attraverso cui il divino si manifesta e le cose sono visibili grazie ad una luce che trascende sia chi guarda che ciò che è guardato. Una preghiera in atto, o una mancanza.

l’Annunciazione, la Natività, la fuga in Egitto, il Battesimo, la Trasfigurazione, la Resurrezione, l’Ascensione, l’Assunzione/Dormizione. Otto preziose icone della tradizione ortodossa, fondamenta immutate e immutabili del cristianesimo, e il primo presepe ortodosso: una innovazione fedele alla tradizione iconografica, commissionato dalla comunità monastica di Decani, gesto di affetto e vicinanza alla nostra tradizione popolare. L’esposizione sosta a Cerreto Alpi, nella chiesa parrocchiale, e verrà presentata a Sassalbo. Arriva dopo quattro tappe italiane, nel periodo dell’Avvento 2018, una tappa a settimana: Udine/Centro culturale Santa Maria delle Grazie; Monastero di Bose; Roma/Oratorio dei Filippini; Verona/Biblioteca Capitolare – Poi riprenderà il cammino verso est: Belgrado, San Pietroburgo, Mosca. Che sosti sulle nostre montagne è, per noi, dono e benedizione. Ci rallegra il cuore.

Finite le feste natalizie e le vacanze invernali, i paesi, i borghi, si presentano sigillati, vuoti, fissi nell’immobile. È il tempo dell’intimità e della vicinanza, del fuoco e del silenzio. Un tempo prezioso.
La mostra delle icone può essere buona occasione per salire sui monti
guardarsi intorno, e anche dentro.

mercoledì 16 gennaio
ore 17 Chiesa di Cerreto Alpi, inaugurazione
ore 21 Sassalbo, sede del Parco, otac Benedikt ci insegna a leggere le icone

la mostra sarà visitabile
venerdì 18 e sabato 19 dalle 9 alle 12 dalle 15 alle 18
giovedì 17 dalle 15 alle 18

giovedì 17 gennaio ore 11 Cerreto Alpi
solenne benedizione dell’ultima stalla con gli animali, secondo il rito ortodosso. A seguire, nei locali del circolo si pranza insieme.

 

QUESTO SCRITTO SEGNA LA CHIUSURA DI QUESTO SITO.
in bocca al lupo!
è una constatazione, è un augurio, per tutti.