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Cronache

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Cronache

Ci sono sempre stati

frequentavo cavalli da bambino, li persi con l’età, l’educazione
fui giovanotto moderno, mondano, inquieto, in tentazione
ho toccato con mano.
Frequentavo cavalli da bambino, li ho inseguiti, già uomo
cercavo, chiedevo, speravo, pregavo per farmi trovare.
Mi hanno trovato.
Non sono gli ultimi arrivati. Ci sono sempre stati.
Ci siamo persi per un po’, ci siamo ritrovati.
Tutto qua. Si, certo, siamo cambiati.

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Mongolia Nostra

Ci sono luoghi che ci appartengono e non c’è un perché. Motivazioni si trovano ma risultano poca cosa. Un ricordo, una lettura, un’immagine, intervengono cercando di fornire spiegazioni che riducano nell’area del controllo razionale un sentire che le sfugge. I luoghi che ci appartengono non cessano di stupirci rinnovando nel…

Mongolia Felix

È stato un impulso incontenibile a spingermi, studente universitario, in una piccola libreria parigina dove ho trovato i primi libri, tra i pochi, dedicati ad un paese tanto esotico quanto sconosciuto. Vigente il socialismo reale l’accesso alla Mongolia era precluso anche in termini di informazione. Solo la grande nomenclatura internazionale…

Al fine

Il 2017 è un anno difficile – ma quale non lo è stato? –
I cavalli stanno bene, le montagne stanno, che gli uomini arranchino!

Una preghiera per Davide

Siamo così pochi da essere tutti importanti ma qualcuno, per giovane età, attitudini, capacità, risulta indispensabile. Davide lo è. Cresciuto lontano è tornato a vivere in paese, è tra i fondatori della Coop i Briganti e ne racchiude una componente essenziale. E’ un camminatore, arrampicatore, guida, volontario del soccorso alpino, viaggiatore, ma…

Una settimana tra il Mutare e l’Immoto

Dentro è come fuori, i pensieri si rincorrono, si accavallano, si sfilacciano e compattano.
Tutto è movimento, nell’immoto.

Per Via II

L’autunno è iniziato calcando i colori dei boschi, il cielo turchese, limpido e terso, o coperto, scuro sfumato plumbeo. I paesi si sono svuotati, vibrano sospesi nell’immobile. Squarci d’immenso.

Il luogo è il tempo

Freme il gran faggio, le radici esposte
mosso da brezza sotto sole cocente
custode delle cronache e testimone
oggi – arriveranno? –
sommesso parlottare scalpicciante
stanno arrivando.

Caro Tre

Estate 1996 – 2017 ventuno anni insieme, senza pretese, per quel che si è. Giorni felici sotto il cielo, sui crinali, nei boschi. Il tepore della stalla d’inverno, la penombra arieggiata d’estate. Giorni d’angoscia e consolazioni. L’ultimo terzo della mia vita e la tua intera. Sorridendo, con note di tristezza.

casa d’altri?

Avrei voluto essere come mio padre, mio nonno, mio bisnonno, e a ritroso, come sempre, come tutti. Avrei dovuto esserlo con le mie capacità, nel mio tempo, assumendone le responsabilità, accettandone i limiti e il mutare delle condizioni. Avrei voluto rimanere. Mi ha salvato l’essere tornato.

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