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Al termine

cronache Barbariche

all’origine c’è Marcello, una piccola scuderia, un’arena coperta, Elegante e Scricciolo. Ci sono io, l’Una e Tre, cavalli di famiglia. C’è Cinzia, in piazza a Collagna si presenta: – sei Giovanni, so che conosci Marcello, sono sua moglie – comincia così. Tancredi e Moschin degli Scalchi nei box, scalpitanti.

un viaggio di sette anni
a volo radente su secoli e millenni
dagli accampamenti delle steppe alle corti del Rinascimento.
Il fuoco, il ferro, il fabbro. Il maniscalco.
Lo stato di natura e la potenza meccanica
un viaggio a piedi e a cavallo
una visione fatta carne e sangue, muscoli, ossa
Renna, Canusiae, Cangrande. Morel favorito, il Sauro innominato, Assenzio. Diamante. Garbata, Golia. Tetide, Verbena. Socrate, Ugolino, Enea. Kabul, Ben Hur.
Una realtà viva, prorompente, in travolgente mutamento
Terre in moto
nell’abbandono delle montagne lo sgretolarsi di una civiltà.
Clementina, la letteratura e la Storia, Raffaele Crovi e Canossa.
Bargiacchi sindaco, Comune/Pro Loco, cava dismessa di Rivarossa.
La pastorizia e San Michele Arcangelo. Transumanza.
Il circolo la cooperativa la fondazione, Padre Maurizio, Cerreto Alpi
il crollo del sistema istituzionale, Teneggi e le Confcooperative
Davide. Otac Benedikt, il ritorno di Sant’Antonio il Grande, Kosovo e Metohija, i monaci ortodossi, per Via, le icone, Perdonanza.
Enclave all’orizzonte.
Mongolia felix. Mongolia nostra. Caro Tre. Casa d’altri.

I chiostri della Chiesa di San Pietro. Barbarico.
Fedele alla Linea, un film di Germano Maccioni/Articolture, da bottega in Bologna Lorenzo Esposito allievo poi maestro, SAGA opera equestre CD Sony Music. Da i cavalli di SAGA a i cavalli di LIGABUE, canto per una provincia. Oh! Reggio Emilia!
Da non avere timore a bisogna avere timore
tre anni di Fondazione in due scatti fotografici
IULM University/Triennale Milano
alla fine.

in viaggio
Corte transumante di Nasseta, libera compagnia di uomini e cavalli
le montagne sullo sfondo. Peregrinando su antiche tracce, costretti
da contingenza, affrontando impedimenti. Ostinazione e costanza.
Ricevendo doni di svariati generi
Alessandra Calò, l’età dell’innocenza, quando le parole vivono nelle cose, scatti a colori.
Davide Dall’Osso,
armature e totem, tessiture in filo di ferro e plastiche riciclate in fusione.
Ezio Moscatelli, architetto, astronave con camino stellare, in cava storica.
Andrea Angione, la caduta, sua pala, nostro gonfalone.
Jacopo Benassi, la fatica nel girare a vuoto dei giorni, scatti grigio scuri.
Simona Bramati, il drago nero e la sua Signora, dipinto.
Mario Vespasiani, scambio di credenziali con spirale.
Paolo Boriani, il film, primo premio EQUUS, sezione Arte.
Il Falaschi, dagli etruschi a Pinerolo, la mascalcia, magia, arte e scienza.
Paola e Isotta, Raminghe, in parallele convergenze. Sentieri da lupi. Campo di stelle. Mare d’erba, teatro barbarico per spalle solitarie
Terre del Kan: Karakoram/Cracovia.
Andrea Chiesi, guardando indietro – C’era già tutto/Ci sono sempre stati – e avanti
Roberto Pietrosanti, involontario testimone di Fondazione, all’inizio e alla fine.

Mauro il primo, Marchino, Dedalo, Lisa, Martina, Andrea. Stallieri
selezione naturale, ordinamento regimentale, quotidiano operare.

SAGA il canto dei canti, opera equestre
epica storia dell’Alpe e le sue genti
Mimmo e Luisa, Ero, propiziatori della calata in città. Saga I
Sergio delle Cese, in divisa, borbonico a cavallo, in posa.
Ero e Giordano, agevolatori con Ravenna. Saga IV.
Oracolo, festival di Sarzana, notte fonda. Allerta meteo,
dal greto del fiume ai bastioni. Carmen e Piero, pittore miniatore
Il Codice. Il teatro barbarico
Partitura per voce cavalli Incudine con mantice e bordone
“sangue con sangue, osso con osso, come fossero saldati insieme”
La cerimonia del sé, dagli spalti del castello di Prato a Palazzo Te
Mattia, Sindaco di Mantova, camminatore sui monti.
Un sabato barbarico. Di cavalli e di montagne
fin che ce n’è.

segnando i confini di una piccola Patria
Maritima loca e la Val d’Orcia dall’alto.
Colline metallifere, rocce, lecci e salmastro.
Lunigiana dal basso, pons tremolans, Accademia degli Imperfetti.
Il mare de La Spezia con Boss, e il ponente: casa museo Jorn.
Accademia delle belle arti, Firenze.
Chiesa dei Santi Vitale e Agricola in Bologna, piazza Santo Stefano.
Il battistero di San Giovanni della Croce in Pistoia.
Le golene del Po a Gualtieri, Ligabue sciamano
sull’acqua che scorre Luzzara e Zavattini cerretano.
Mantova corte dei Gonzaga. Ravenna corte bizantina.
Versilia, purosangue arabo in rassegna, salotti high tech/discrepanze.
In terre sabaude il castello di Rivara.
Il lago di Como e uno sguardo oltre confine
le stalle per Gucci/Pasolini via Londra/Berlino
New York Equus Film festival
tv giapponese, borghi d’Italia, briganti e cavalli
radio tv svizzera, buona ultima. Rassegne stampa.
Tent’a su, per Langone, poesia d’occasione. Il Lago cerretano di Sassalbo
Ventasso. Collagna nel tramonto, smaglianti Cusna e Cavalbianco.
La Reggia di Rivalta, soffuso pubblico commiato, inconsapevole e discreto
al Fine.

La compagnia si scompone. Le stalle in solitaria disciplina.
Santa Lucia in San Pietro dei Chiostri, canto monotono di premura.
Inverno. Neve, opere e omissioni ben in evidenza come impronte.
Parole sospese tra gelo e piombo.
A primavera la libera compagnia è, dato di fatto, sciolta.