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A ritroso

cronache Barbariche

mappe e annotazioni
Bivacchi. La fortezza Firmafede in Sarzana.
La cittadella di Pisa. Il lungarno San Niccolò a Firenze.
Il castello dell’imperatore a Prato. Pineta Versiliana.
Il campo delle cornacchie alle Cascine.
Il teatro delle rocce a Gavorrano. La fortezza di Arezzo.
Sui monti del lago di Como. Metapollege/presagio.
Accampamenti. Il castello di Sarteano.
Palazzo San Giacomo a Russi di Ravenna.
Palazzo Te, corte equestre di Mantova.
I chiostri di San Pietro in Reggio Emilia, quattro atti.
Parata finale, mesta ardita e modesta, attorno casa
Collagna, Cerreto Laghi, Reggia di Rivalta.

Due anni di crinale cavalcante
Saverio, Roberto, guardie forestali a cavallo
Maremma e chi l’ama, transumanza/tradizione/tradimento
il Menconi, cuoio e finimenti, sapienza artigiana, modi, usanze.
Due anni a Comano
Porta equestre del Parco, vuoto e prigionia. Il teatro barbarico.
Joachim, Reale Accademia di Spagna. Ignacio, cadetto.
Tre anni di Fondazione
La dimora tra frana e viadotto, piccolo branco in brado pascolo
cavalle e puledri, gli stalloni più belli, cani e cavalli. Ventasso
un monte, un lago, un eremo. Una cartolina degli anni ‘60.
Il Comune per scelta. La scuola elementare di Collagna
Liceo Artistico di Reggio, schizzi post card e terracotta
nelle stalle a Cerreto rendiconti in mostra
feriae augustee/il teatro equestre. La pala e il dipinto.
Fame d’erba. Transumanza. Orogenetica
ciò che è non appare, ciò che appare non è
Fondazione/Fondamenta.

incontri, segmenti di viaggio
Ivan/Luisa, aristocrazia longobarda e stirpe, enormi cavalli da guerra, agili haflinger da battaglia. Di stanza a Cividale dal tempo della prima calata. Dagli albori ai Chiostri, cori huligans per truppe d’ordinanza. Da sentirne per sempre mancanza.
Omar, bergamasco e famiglia.
Monica, ordine e disciplina nelle stalle di Corte.
Roberto il rosso, sabino forte e schietto
cavaliere da molto antiche schiere.
Chiara e Pietro, Fiesole, ulivi e colline
sartoria d’occasione tra stalle e scene.
Michele, letterato/biografo, archivi
suggestioni colte, cercando casa sui monti.
Carlo, raccoglitore di crinale con palazzo, spazi di riguardo.
Reggio genealogica, al cancello, nell’arena, scarponi/tight/camicia bianca, apre e chiude ai cavalli.
Andrea e Paola, perseveranza ed altro sguardo, differente. Eclipso.
In diverse stagioni, tra vita e morte, Corrado e Pallino, maniscalchi.
Christian, austroungarico d’Emilia, cacciatore. Medico veterinario.
Giovanna benefattrice, un segno indecifrabile. Destino e sorte. Inalienabile.
Giovanna di Romagna, Collagna in tratta matildica, Kazakistan d’amorosi sensi, piacere della tavola e dello star contenti. Con Anna, gentilezze materne, soluzioni domestiche nella barbarie degli accampamenti.
Andrea cavaliere di Maremma, stalliere stagionale con moglie forestale
in trasferta, sofferta.
Dedalo, incastro in cammino, presenza alterna
un fiorire virile e le sue pertinenze
Meron, dal corno d’Africa, da Saba/Salomone
regale di posture e nell’azione
Bianca Roma, maternale, cattolica, tribale.
Reverenza, di forma e di sostanza.

in scena, protagonisti
Robertino, da un podere italico. Branco di maremmani, tolfetani e TPR, pascoli arsi, boscaglie. Volteggiatore circense, cavaliere sempre. Assenzio, la dolcezza nel sangue. Topolino e la slitta, potenza meccanica. Fanfara, tolfetana montata a pelo senza finimenti, scattante, docile al comando. Galoppo, stoppate, aria indomita attenta al ritmo e al canto, inchino, seduta, sdraiata, stretta al cuore. Applausi. Un miccio strabiliante.
Ignacio, Jerez de la Frontera/Comano, in casa, nelle stalle, nell’arena, eleganza sovrana.
Il Falaschi, signore del ferro. Il fuoco, la forgia, incudine e martello.
Enrico, monta da lavoro, buttero in alta scuola e Brillantino, mulo, cavalcatura che fu in tempi molto antichi, per Sacerdoti/Re.
Sara, cavaliere, in tournée. Potenza femminile. Da vedere, quando c’è.

Mauro al mixer. Lorenzo, canto anno primo.
Poi uno per volta: Ezio, Paolo, Luca, musici
insieme a Mantova Cerimonia del sé. Tramonto
luna in fronte sole calante alle spalle.
Alba, luna alle spalle sole abbagliante negli occhi.
Athena immobile sul palco, inamovibile
ultimi, direttamente dalla Cina, la via del ritorno dopo 10 anni di assenza
Alberto e Monia, sposi a Pechino
con rito di Partito/bandiere rosse/Rivoluzione
cerimonieri a Palazzo Te, sottigliezze e saggezze
da Impero di mezzo, gli “Han”
ultimo incanto. Poi lento scomporsi, sgretolamento
gravoso immoto ciò che fu puro movimento

sempre: Lisa e Gabriele, di famiglia. Carlotta, di vicinanza.
Valentina che si è presa il peggio, è intoccabile, ne avanza.
in cammino: Martina, dall’Urbe al crinale, solitaria disciplina.
Da Cerreto, Civago, Villa Minozzo, con Luca A.Rossi, Ezio Bonicelli
cuor contento, 130 concerti A.D. 2011 – 2018.