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Per Via

Cerreto Alpi - Sassalbo — Sabato 24 giugno e Venerdì 29 settembre 2017

È possibile organizzare, oggi, una festa che possa essere giudicata non per la quantità di persone che riesce a richiamare ma per l’intrinseca soddisfazione che ne ricavano i partecipanti? Difficile. La quantità regna sovrana e decide il valore: molta gente molto bene.
Quando i paesi erano vissuti, i nostri dall’alto medio evo fino agli anni ‘70 del secolo scorso, le feste erano tradizionali e godevano di una dimensione familiare, religiosa, sociale. Erano attese e partecipate da tutti. Le sagre, feste dei Santi Patroni, spostavano le piccole folle perché dove non erano occasione di fiere e mercati assicuravano comunque musica e danze, vitale baldoria.
Le feste del Cerreto erano due, delimitavano i tempi della transumanza: San Giovanni, il 24 giugno, segnava il ritorno e la Madonna, il 9 settembre, era la grande festa prima delle partenze. Una settimana di funzioni religiose, libagioni, balli e forestieri. Fiumi di vino, cori e canti, qualche scazzottata, tutto l’eccesso che serve poi ad apprezzare la conseguente quiete. Le cose sono cambiate irrimediabilmente, nessuna festa tradizionale è riuscita a superare indenne il mutamento. Per celebrare la nascita della Cooperativa i Briganti ci inventammo la notte scura. Erano gli anni delle notti bianche a cui seguirono le notti rosa, la fresca spesa che sommate alle feste della birra, del tortello, asparago selvatico, castagna, fungo, mirtillo …non essendoci limite all’invenzione e alla voglia di fare tutto è possibile per dimostrare a se stessi e agli altri di esistere. Festeggiare è una necessità vitale di ogni comunità e nella situazione di spopolamento e abbandono in cui versa la montagna una festa diventa il certificato, la garanzia di una qualcerta sopravvivenza. La nostra notte scura che non nascondeva una sottile ironia ha funzionato, fin troppo, siamo una piccola realtà e abbiamo limiti invalicabili. Deve essere evidente a noi e chiaro ai nostri ospiti.

Per celebrare la vita di paese, una sessantina di anime residenti e qualcuna avanti e indietro – non vorremmo essere che qui, coltiviamo la convinzione di essere nel posto giusto e non alla fine di una storia ma nel suo problematico svolgersi – lo scorso anno abbiamo organizzato la festa del Ritorno/pastorizia eterna, l’anno precedente il giuramento, rievocazione storica di un atto politico, e non c’è due senza tre. Come proseguire garantendoci quella convinzione che ci permette di operare in leggerezza: le feste sono per noi, per stare bene insieme, per rinsaldare il vincolo di comunità e solo se queste tre condizioni sono assodate ben venga tutto il resto.

È stato un pensiero espresso ad alta voce:
la festa più bella, più capace di celebrare il presente per quello che è, che non è stato ma nessuno sa cosa ci riserva il futuro, sarebbe una festa che unisce Cerreto e Sassalbo, due paesi così geograficamente prossimi e storicamente più che lontani, nemici.
La tradizione offre un modulo sperimentato e dimenticato perché non provarci? Una reciproca PERDONANZA sotto la protezione dei Santi Patroni in occasione delle loro ricorrenze, un breve cammino, un pranzo apparecchiato mettendo in comune il cibo, la convivialita’.
La proposta, buttata lì a bassa voce da paese a paese, ha trovato un terreno fertile e gli Scaminati di Sassalbo ne hanno fatto tesoro, ce l’hanno rigirata, arricchendola. Ovvio che si fa.

ANNO DOMINI MMXVII
sabato 24 giugno da Sassalbo a Cerreto
venerdì 29 settembre da Cerreto a Sassalbo

per via
piccola Festa all’antica di due comunità
(con benedizione solenne e processione)
per via
si mangia e si beve
apparecchiando quel che porta ognuno.
Gustare il cibo, levare i calici, alleviare i cuori
e s’alzi il canto, libero, corale.

per via: sulla strada
la strada è la stessa, quella di sempre, mutando direzione varia la denominazione. Per i Cerretani è la via dei Toschi ma Sassalbo è terra di Lunigiana, tra il golfo di La Spezia e le montagne, a disagio sotto Firenze o in compagnia di Lucca e Pisa. Per i Sassalbini era la via Lombarda, poi hanno cominciato a dirla via Modenese e non va bene (come “parmigiano” nel senso di formaggio o “di Modena” in quanto aceto balsamico: le meraviglie di una Italia che fa del particolare il proprio pregio e il proprio tarlo).

per via: siccome che… a causa di…
arcaiche comunanze e vecchi dissapori
per via dei pascoli, della legna, dei confini.
La causa del bosco che pareva eterna
e adesso il bosco inghiotte tutto e tutti.

da SASSALBO a CERRETO nella festa di San Giovanni il Battista
da CERRETO a SASSALBO nella festa di San Michele l’Arcangelo
ricominciamo col far viaggiare i Santi Patroni
a seguire: il destino che nella vita fa fede la carne
e dove il sangue chiama il resto arretra poi si perde.

per via, tanto per dirne qualcuno di mio:
Maddalena Giannarelli in Comparoni
Egisto e Maria, Leonardo e la Gelsu’
Nicoletta e Adriano. L’Angela e Moreno
per via di Oreste, col camioncino avanti e indietro
per via del Passo, dei Laghi del Cerreto
per via di Iliano, di Simone, del Pranda
per via del tempo che non trascorre invano
e comanda
per via che il passato è passato e adesso
chi siamo? quanti siamo? cosa ci tocca?

Prima e dopo l’estate, tempo dell’abbondanza, tanta gente, tante feste, tanto tutto, tanto niente. Per via delle stesse montagne, un Rapinale a vegliare i confini, prossimi. Vicini.